In memoria di Krzysztof Penderecki

Il compositore e direttore polacco Krzysztof Penderecki si è spento questa mattina a Cracovia dopo una lunga malattia, all’età di 86 anni.

Non è stato solo compositore e direttore d’orchestra, ma ha saputo dare nuova vita alla musica contemporanea polacca dopo il periodo staliniano, componendo opere che potrebbero benissimo convincere chiunque sul linguaggio universale della musica. Pur muovendosi all’interno dell’atonalità del modernismo, ha saputo infatti percorrere una ricerca di un suono espressivo dell’interiorità.

Noi lo vogliamo ricordare con l’Agnus Dei, composto da Penderecki nel 1981 dopo aver ricevuto la notizia della morte del suo amico Stefan, il Cardinale Wyszyński: egli era stato una figura spirituale di riferimento nella resistenza al regime comunista polacco.

Il suo Agnus Dei venne poi riarrangiato per otto violoncelli e incluso nell’opera in ricordo di Mstislav Rostropovich, all’interno del Requiem Polacco.

Nato il 23 novembre 1933 a Dębica, in Polonia, aveva intrapreso lo studio del violino e del pianoforte in tenera età, proseguendo poi presso il Conservatorio di Musica di Cracovia. A riprova del suo precoce talento, Penderecki vinse tutti i premi del Secondo Concorso per Giovani Compositori del 1959 con la sua Strophen. La sua carriera proseguì poi guadagnandosi riconoscimenti internazionali, grazie alla ricerca timbrica inesplorati, agli effetti cromatici, portandolo vicino ad artisti come Xenakis e Ligeti. Proseguì tuttavia la sua ricerca riportandosi su sonorità più intime e meno sperimentali verso gli anni 2000, cosa che lo portò all’attenzione del grande pubblico.

Penderecki è ricordato non soltanto per la sua attività musicale, ma anche per quella didattica e per l’utilizzo della sua musica in film di grande fama (si pensi alle collaborazioni con Stanley Kubrick).

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